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Leivi rappresenta oggi uno degli esempi migliori
e meglio conservati di insediamento sparso,
originato dal frazionamento terriero già
presente per ragioni storiche fin dal XI – XII
secolo e mantenuto in seguito per conformazione
del territorio e per il suo migliore
sfruttamento.
Le nove costruzioni si sono integrate nel
territorio, mantenendo sostanzialmente questa
configurazione.
Situata in un punto strategico lungo la costa,
una possente torre medioevale di avvistamento,
controlla e domina ancora oggi il panorama del
paese.
I terreni di Leivi erano divisi tra la Curia di
Genova ed altri importanti monasteri o abbazie
dei dintorni e per un certo periodo estesero a
Leivi i loro possedimenti anche i vescovi di
Milano.
Alla fine del XII secolo Leivi entra a far parte
della podesteria di Chiavari che aveva nel
frattempo accresciuto notevolmente la sua
importanza.
Caduta la Repubblica di Genova nel 1805, a
seguito dei cambiamenti operati dai francesi,
Leivi viene staccata da Chiavari e diventa
Comune di San Rufino.
Mantenne questa denominazione anche con il
passaggio al Regno di Sardegna e nel 1934 per
regio decreto assunse l’attuale denominazione di
Comune di Leivi.
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