Dalle antiche origini Liguri alla Leivi di oggi, passando per Solaria e San Ruffino
 
Origini Liguri
Fra le varie ipotesi sulle origini di Leivi, la più accreditata è quella che fa derivare tale nome da quello di un'antica tribù ligure, i Laevi, fondatori di Pavia, che dal Ticino, in epoca preromana, avrebbe esteso la sua influenza sino al Tirreno. 
Agli appartenenti a questa tribù si può infatti attendibilmente attribuire l'insediamento, forse per scopi commerciali, di una "testa di ponte" a breve distanza dal mare. 
 
Medioevo
Il documento più antico che parli della località di Leivi è il registro della Curia arcivescovile di Genova del 1143.
Alla fine del XII secolo Leivi entra a far parte della podesteria di Chiavari che aveva nel frattempo accresciuto notevolmente la sua importanza.
Negli scritti dei secoli XII e XIII il nome di Leivi appare nella duplice forma di LIVI e LEVI. 
I terreni di Leivi erano divisi tra la Curia di Genova ed altri importanti monasteri o abbazie dei dintorni e per un certo periodo estesero a Leivi i loro possedimenti anche i vescovi di Milano.
Situata in un punto strategico lungo la costa, una possente torre medioevale di avvistamento, controlla e domina ancora oggi il panorama del paese.

Ma nei secoli anteriori al Mille se ne riscontra un altro, SOLARIA, che potrebbe coincidere con la zona di Leivi. 
E infatti nella "Tabula Peuntingeriana", una primitiva carta geografica il cui originale risale al III secolo d.C. è indicata tra le stazioni della via Aurelia la stazione di "ad Solaria" da localizzarsi in un punto corrispondente grosso modo all'attuale Chiavari dal quale si staccava la strada "verso Solaria". 
L'antico nome trova ancora oggi riscontro nel quartiere Solaro di Leivi dove quasi tutte le famiglie si chiamano Solari. 
 
Età moderna
Nel 1496 un Corrado di Leivi, avendo accompagnato l'imperatore Massimiliano I da Genova a Pisa con una scorta d'onore di 100 Solari, è creato nobile del S.R. IMPERO. 
Un suo discendente, Antonio Solari di Leivi fu eletto capitano della valle di Leivi nel 1575: la sua sigla e lo stemma dei Solari sono incisi nella pietra della torre di origine medioevale ancora benissimo conservata. 

Ultimi secoli
Nel 1805, a seguito dei cambiamenti operati dai francesi, Leivi viene staccata da Chiavari e diventa Comune di San Rufino, denominazione che mantenne anche con il passaggio al Regno di Sardegna. Nel 1934, per regio decreto di Vittorio Emanuele III di Savoia, assunse l'attuale denominazione di Comune di Leivi.

 

 

Il Centro di Cultura LA TORRE è nato il 10 luglio del 2000, proponendosi come punto di aggregazione di un paese territorialmente ampio, ma con pochi abitanti e sparpagliato sulle colline.
 
Il Centro, con il costante sostegno dell'Amministrazione Comunale, dà vita nel corso dell'anno a iniziative diversificate: conversazioni con esperti in varie materie, proiezione di diapositive di viaggio, incontri con giovani (torneo di cirulla e briscola) e con anziani (tombola natalizia riservata agli over 60). 

Aderente alla Consulta Ligure delle Associazioni culturali di tutta la Regione, che ha come scopo primario la salvaguardia della lingua genovese e del patrimonio artistico e culturale, ha ospitato con grande successo nel gennaio 2003 una riunione della Consulta stessa.

Ha coordinato nel 2001/02 tre corsi di lingue (inglese, di primo e secondo livello, e tedesco) tenuti da laureati. Durante l'estate, nella canonica della chiesa di San Lorenzo ha realizzato nel 2001 una mostra di antiche cartoline di Leivi, con la collaborazione e la consulenza di un gruppo di esperti collezionisti, nel 2002 una mostra di quadri aventi per soggetto l'Africa e venduti a favore delle popolazioni della Repubblica Centro Africana, nel 2003 una piccola vendita di capi di maglieria realizzati da parrocchiane della zona di San Lorenzo sempre a favore della missione del Centro Africa. 

Nella primavera del 2003 il Centro di Cultura LA TORRE ha organizzato in collaborazione con i Corsi di Cultura per la Terza Età di Chiavari la Festa di Primavera, che si è svolta in due giornate, una a marzo in palestra (con l'intervento di una scuola di danza di Chiavari e della scuola di danza di Leivi) e una il 1° maggio con l'intervento dei maggianti che hanno programmato una sosta presso il parco giochi di Via S.Rufino (panoramica) e con un'esibizione del Circolo Floratigula che ha realizzato sul posto composizioni floreali di grande effetto. 

Saltuariamente realizza anche un semplice notiziario (LA TORRE) offerto gratuitamente ai leivesi. 
Il centro di Cultura è a disposizione dei cittadini di Leivi per progettare iniziative sia di carattere culturale che sociale: è aperto ad ogni collaborazione e tenta di realizzare le proposte ricevute.

Per un paio d'anni il Centro di Cultura LATORRE ha affiancato la sua attività ad un'intenso lavoro di catalogazione della dotazione libraria, frutto di numerose donazioni sopratutto di privati.In questo lasso di tempo la biblioteca ha offerto aperture pomeridiane e serali costanti per il prestito, per la consultazione in sede e per i collegamenti con Internet, essendo dotata di Personal Computer a richiesta era anche possibile avere l'assistenza dei soci (in prevalenza insegnanti) per ricerche e studio.

Attualmente la biblioteca apre su richiesta.
 
A cadenza biennale il Consiglio Direttivo, su mandato dell'Amministrazione Comunale, designa il vincitore de premio LA TORRE e organizza la cerimonia di consegna.

 

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Mie Terre
Frantoi di maestrale
mie calamite di ginestre
ascolto le vostre ondate
battere sulla riva dell'universo.
Da questi gironi di colli
dalla fissità degli stradoni
tremano i lampadari degli ulivi
tremano le croci
nei camposanti di collina
e il liquido verde 
delle maree boschive
specchia il sole.
E le zolle sono immerse
nel vento, e come teche
splendono tra i viottoli.
Aprono le case dei cieli
finestre sulle fronde fuggiasche e i marinai dei poderi
gettano semi come reti
Gocciano luci nel tramonto profondo
per le erbe, campane sott'acqua
e il falò, che brucia il cuore,
degli ortolani
principi
nel loro porto sicuro.

 
Francesco Brusco - 10 Marzo 1991

 

  
Leivi si colloca alle pendici dell'Appennino ligure, in una vallata minore della val Fontanabuona, a 41 chilometri da Genova, delimitata da un anfiteatro di colline alle spalle di Chiavari, ricoperta dall'argento degli ulivi che ne costituiscono la coltivazione più estesa: non a caso è stato definito Il paese dell'olio, la cui qualità è considerata eccellente.


Leivi si può considerare la sintesi del paesaggio Ligure: colline in posizione strategica, ma un po' riservata; bifronte con una faccia rivolta al mare ed una ai monti, ma senza alcuna preferenza per uno dei due lati, entrambi bellissimi, per cui una scelta risulta quasi impossibile.

Percorrendo le strade ed i sentieri di Leivi il panorama si apre sempre a nuovi scenari. Il verso "o chiese di Liguria come navi pronte ad essere varate..."(Cardarelli) affiora spontaneamente alla memoria guardando le chiese affacciate sui poggi che si staccano dalla strada panoramica.
 
Ispirata alle nostre zone è anche la poesia "Mie Terre"  di Francesco Brusco.

Notevoli gli scorci che si alternano lungo questa strada: ora indugiando verso la penisola di Portofino, ora verso il monte Porcile, Zatta, Penna, Aiona, tornando quindi verso il mare con la Penisola di Sestri Levante e quindi ancora verso i monti Ramaceto e Caucaso.
Fanno alcune volte da cornice e altre da quinta, disegnate intorno agli alberi di olivo, i terrazzamenti, le fasce con i muri a secco, la vera fisionomia di Leivi, modellata dall'opera dei monaci di San Colombano della potente abbazia con possedimenti in Bobbio, Milano, Pavia, Genova Borzone e San Fruttuoso a cavallo dell'anno 1000.

La vicinanza al mare consente una vacanza serena tra il verde senza rinunciare ad una quotidiana vita di spiaggia, godendo di aria pulita e sonni tranquilli lontani dal rumore della città.
Leivi rappresenta oggi uno degli esempi di insediamento sparso, originato dal frazionamento terriero già presente per ragioni storiche fin dal XI - XII secolo e mantenuto in seguito per conformazione del territorio e per il suo migliore sfruttamento.
Situata in un punto strategico lungo la costa, una possente torre medioevale di avvistamento controlla e domina ancora oggi il panorama del paese.

 
 

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